Bollettino n. 26/2023 - recensione

 

Nella ricorrenza del 25° di fondazione del Centro Studi Storici Alta Valtellina viene dato alle stampe il nuovo Bollettino Storico Alta Valtellina (BSAV), che continua idealmente sulla strada indicata dai fondatori dell’associazione: “promozione degli studi storici coinvolgendo l’intera comunità”. Ed è così che anche questo numero 26 finisce con l’abbracciare una universalità di territori che travalica i confini e giunge fino in Spagna, a Bellpuig, con Arrigo Canclini che narra di “un gemellaggio storico e miracoloso”. Dalla Catalogna il filo della storia ci riporta nel comune più alto d’Italia con due contributi di Daniela Valzer e Alice Martinelli ambientati rispettivamente a Livigno e a Trepalle, in cui si intrecciano fede e crimine. La guerra e le battaglie per il predominio territoriale sono sempre state foriere di episodi meritevoli di attenzione, nel bene come nel male;

il Bollettino ne ospita uno spaccato che va dall’epoca napoleonica sino alla Grande Guerra, con ben tre autori che ne trattano: Cristina Pedrana, con le vicende del disertore Mottini; Davide Dei Cas, con il patriota Maurizio Quadrio cui fu dedicata la via a Bormio; Anna Lanfranchi, con una tribolata storia d’amore sondalina sotto le armi. Dalle guerre ai problemi sorti in seguito ad esse: la costituzione del Regno d’Italia pose in essere difficoltà ed esigenze specifiche nell’organizzazione del nuovo stato, che Enrico Fuselli analizza dal punto di vista dell’amministrazione doganale. Di carattere più “didattico”, ma non meno interessante, lo scritto di Marco Sampietro dedicato alla descrizione di Bormio all’interno del monumentale Dizionario Corografico d’Italia edito tra il 1866 e il 1886, con appendice sulle celebri acque minerali. E proprio a uno degli edifici-simbolo di Bormio – il castello De Simoni – Lorenza Fumagalli riserva le sue attenzioni con una ricostruzione storica-culturale che, partendo dal XIII secolo, si distende nei secoli con un excursus su alcune delle ristrutturazioni a cui fu sottoposto in epoca moderna.

Le ricerche di Costantino De Monti e della coppia Diana Kadiu – Giorgia Viviani si concentrano su aspetti etnografici e toponomastici delle vallate: il primo con riferimento alla sua “culla” Pemónt, mentre i secondi propongono una simpatica filastrocca sui soprannomi degli abitanti del Contado.

Argomento sempre allettante che non manca di suscitare curiosità nei lettori è quello della stregoneria, di cui gli archivi bormini possiedono ricchissima documentazione; Ilario Silvestri descrive ampiamente la vita dell’ultima strega condannata nel Bormiese, tracciandone le singolarità e peculiarità che nella sua

Per tornare ai giorni nostri, infine, gli articoli di Stefano Zazzi sui recenti restauri in atto nella chiesa di Santa Barbara, che la Parrocchia ha in animo di riaprire al culto dopo decenni di inattività, e quelli relativi alla casa Buzzi, dove è stata rinvenuta un’epigrafe databile al XIII secolo.

Il filo diretto con la storia, insomma, continua a srotolarsi nonostante il trascorrere degli anni e ci consegna preziose testimonianze del nostro passato.

 Anna
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